Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Discussione e suggerimenti nel proporre il sound floydiano e non.
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda pieffe » sab dic 27, 2008 12:42 pm

strat71 ha scritto:non è che lo "dico" io... Leo Fender ha progettato la Stratocaster pensando al massimo profitto... Gibson proponeva manico incollato, intarsi, top tigrati, fiammati e quant'altro... Leo ha risposto con manico avvitato (più economico e facile da sostituire), colori solidi (=verniciatura veloce ed economica) e altri "particolari" sempre volti all'economia... pensa al battipenna di volgare plastica (prima era bachelite) avvitato sul top!


Questo è discutibile, vista la grande diffusione e versatilità  che la Fender ha oggi. La Gibson stessa ha dovuto, in seguito, stare al passo con nuovi prodotti che coprissero il campo Fender (vedi, ad es. la SG o la robot guitar). Ancora oggi il suono Fender si distingue in questo senso e, rispetto alle Gibson ha mantenuto, a mio avviso, maggior flessibilità  e adattamento a generi musicali differenti fra loro: in campo rock e blues ha preso gran parte del mercato, che prima era indiscutibilmente Gibson.

strat71 ha scritto:per quanto riguarda le imitazioni... esistono diversi tipi di imitazione... dalle SX da 60 euro alle Suhr!!!


Certo, ovviamente intendevo una imitazione degna di tale nome, escludendo i "cartonati" da poche decine di euro. Io stesso suono una buona imitazione di Stratocaster (una fernandes che pagai 1.100.000 lire 15-16 anni fa, i 1000-1200 euro di oggi): la sua buona fattura, già  dall'inizio mi ha dato molte soddisfazioni e poi, con l'invecchiare l'ho come plasmata e, mi sembra abbia saputo modellarsi secondo quanto piace a me.


strat71 ha scritto:propongo una lettura sul relic:
http://www.accordo.it/articles/2005/01/ ... relic.html

cmq le procedure di cui parli riguardano la verniciatura (additivata con aniline per dare un aspetto vissuto, vedi il manico - e poi "stressata" attraverso l'esposizione del body a forti sbalzi termici per creare le crepature), l'asportazione di vernice (la classica scartavetrata), l'ossidazione dell'hardware e l'ingiallimento plastiche (facilmente ottenibile pucciando le plastiche per qualche giorno nel caffè... non ci credete! fate la prova...)



L'ho letto, ma francamente mi sembra un po' accanito come pezzo. Sono pienamente d'accordo che non si possa avere un identico strumento antico, semplicemente invecchiandolo con una serie di interventi, più o meno invasivi, ma sono anche certo che una certa influenza, credo positiva, per il suono ci sia. Per i graffi e le bottarelle, sono semplicemente questioni estetiche, ma la stagionatura del legno e delle componenti dello strumento, seppure forzata ha sicuramente delle conseguenze sul suono, questo è ovvio. E' chiaro che un qualsiasi lavoro artigianale su uno strumento lievita il prezzo dello stesso... Trovare, invece, uno strumento d'epoca, invece è tutta un'altra cosa. Attenzione, però che sia invecchiato bene, perchè anche in questo caso il tempo non è detto che faccia sempre benissimo alla sei corde... potremmo anche ritrovarci con un vecchio legno fiacco affaticato fra le mani.
Anche in questo caso: provare prima dell'acquisto, magari con un esperto al fianco, in modo da non essere troppo influenzati dall'euforia di avere una nuova bella ascia in casa e avere un secondo parere oggettivo.
Shine on. :wink:
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda strat71 » sab dic 27, 2008 1:11 pm

scusa se ti rispondo alla rinfusa, ma la questione sta entrando nel vivo :wink:

pieffe ha scritto:
strat71 ha scritto:non è che lo "dico" io... Leo Fender ha progettato la Stratocaster pensando al massimo profitto... Gibson proponeva manico incollato, intarsi, top tigrati, fiammati e quant'altro... Leo ha risposto con manico avvitato (più economico e facile da sostituire), colori solidi (=verniciatura veloce ed economica) e altri "particolari" sempre volti all'economia... pensa al battipenna di volgare plastica (prima era bachelite) avvitato sul top!

Questo è discutibile, vista la grande diffusione e versatilità  che la Fender ha oggi. La Gibson stessa ha dovuto, in seguito, stare al passo con nuovi prodotti che coprissero il campo Fender (vedi, ad es. la SG o la robot guitar).


cosa intendi per "discutibile"? se ti riferisci alla genesi della Strato, quello che dico io è un fatto storico... fatto confermato anche dai più stretti collaboratori di Leo fra i quali Freddie Tavares e George Fullerton... la robot guitar poi non copre il campo di Fender, perchè la VG è parecchio differente dalla Robot (che è già  andata in letargo... vista la nuova Darkfire?!? :D ) eppoi se vedi bene anche Fender è andata nel campo di Gibson... conosci la Esprit e la Starcaster?


pieffe ha scritto:Ancora oggi il suono Fender si distingue in questo senso e, rispetto alle Gibson ha mantenuto, a mio avviso, maggior flessibilità  e adattamento a generi musicali differenti fra loro: in campo rock e blues ha preso gran parte del mercato, che prima era indiscutibilmente Gibson.


Guarda, io sono un fenderiano accanito, ma dò a Gibson ciò che è di Gibson... la Strato era nata per generi tipo country&western e per il rock 'n roll primordiale (Buddy Holly fu tra i primi endorser) ma se non ci fosse stato Hendrix probabilmente sarebbe andata incontro a morte prematura...
La LP (ed anche la SG) sono strumenti di tutt'altra levatura... ed è grazie a Clapton, Page, Green che si è scoperta la vena rock delle Gibson (intorno alla metà  dei '60s), che erano nate come strumenti da jazz (Les Paul infatti è un jazzista)... Poi, che la Strato è versatile, questo è risaputo, ma il detto "prendi la Strato che con quella ci fai tutto", beh non è proprio vero, specie se si parla della Strato classica coi 3 single... ed è per questo che i replacements per Fender (penso soprattutto ai trem-humbucker e ai mini-hb) sono così diffusi!


pieffe ha scritto:Sono pienamente d'accordo che non si possa avere un identico strumento antico, semplicemente invecchiandolo con una serie di interventi, più o meno invasivi, ma sono anche certo che una certa influenza, credo positiva, per il suono ci sia. Per i graffi e le bottarelle, sono semplicemente questioni estetiche, ma la stagionatura del legno e delle componenti dello strumento, seppure forzata ha sicuramente delle conseguenze sul suono, questo è ovvio


guarda che la stagionatura del legno viene accelerata nei forni!!! come puoi replicare in catena di montaggio decenni di stagionatura che invece sarebbe dovuta avvenire naturalmente? il legno nei forni lo uccidi! sulle conseguenze sul suono, hai prove certe di quello che dici? sicuramente l'invecchiamento una piccolissima influenza ce l'ha (sempre se naturale), ma non certo come in uno strumento acustico... dove il suono lo fanno tutto i legni! nella chitarra elettrica c'è ben altro che contribuisce a "fare" il sound :smt004:

bella discussione comunque! :mrgreen:
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda pieffe » sab dic 27, 2008 1:55 pm

strat71 ha scritto:cosa intendi per "discutibile"? se ti riferisci alla genesi della Strato, quello che dico io è un fatto storico... fatto confermato anche dai più stretti collaboratori di Leo fra i quali Freddie Tavares e George Fullerton...


Con "discutibile" non intendevo il discorso della genesesi, quello è storia; invece intendevo dire che, a mio avviso, il fatto di montaggio differente e l'utilizzo di materiali, magari meno estetici e meno pregiati, non sia stata una scelta poi così sbagliata, visto il successivo successo dello strumento.


strat71 ha scritto:la robot guitar poi non copre il campo di Fender, perchè la VG è parecchio differente dalla Robot (che è già  andata in letargo... vista la nuova Darkfire?!? :D ) eppoi se vedi bene anche Fender è andata nel campo di Gibson... conosci la Esprit e la Starcaster?


Diciamo che è una sorta di botta e risposta tra le 2 case... e non sempre ciò che viene prodotto ha il successo che ci si aspettava (vedi ad. es la Starcaster)... la Darkfire non ho ancora avuto modo di vederla come si deve... rimedierò.



strat71 ha scritto:Guarda, io sono un fenderiano accanito, ma dò a Gibson ciò che è di Gibson... la Strato era nata per generi tipo country&western e per il rock 'n roll primordiale (Buddy Holly fu tra i primi endorser) ma se non ci fosse stato Hendrix probabilmente sarebbe andata incontro a morte prematura...La LP (ed anche la SG) sono strumenti di tutt'altra levatura... ed è grazie a Clapton, Page, Green che si è scoperta la vena rock delle Gibson (intorno alla metà  dei '60s), che erano nate come strumenti da jazz (Les Paul infatti è un jazzista)...


Ovvio che il "se non ci fosse stato" vale per tutte le marche... non ci fosse stato Hendrix, probabilmente ci sarebbe stato qualcun altro a dare la svolta... e la svolta l'ha data per tutti... non solo per la fender... ma questo è un altro discorso... tornando in tema: chissà  perchè non è stata scelta una Gibson dallo stesso Hendrix... probabilmente non era proprio così adatta al genere, in quanto, appunto più delicata e adatta al jazz... in quel genere, ad esempio, la preferisco alle Fender: a livello di suono è ciò che si adatta meglio.


strat71 ha scritto:Poi, che la Strato è versatile, questo è risaputo, ma il detto "prendi la Strato che con quella ci fai tutto", beh non è proprio vero, specie se si parla della Strato classica coi 3 single... ed è per questo che i replacements per Fender (penso soprattutto ai trem-humbucker e ai mini-hb) sono così diffusi!


Beh dai, non tutto, ma quasi... in questo senso sono in linea con il detto.



strat71 ha scritto:guarda che la stagionatura del legno viene accelerata nei forni!!! come puoi replicare in catena di montaggio decenni di stagionatura che invece sarebbe dovuta avvenire naturalmente? il legno nei forni lo uccidi! sulle conseguenze sul suono, hai prove certe di quello che dici? sicuramente l'invecchiamento una piccolissima influenza ce l'ha (sempre se naturale), ma non certo come in uno strumento acustico... dove il suono lo fanno tutto i legni! nella chitarra elettrica c'è ben altro che contribuisce a "fare" il sound :smt004:



Infatti è quello che dicevo prima: "Sono pienamente d'accordo che non si possa avere un identico strumento antico, semplicemente invecchiandolo con una serie di interventi, più o meno invasivi, ma sono anche certo che una certa influenza, credo positiva, per il suono ci sia".
In merito alle relic, purtroppo non ho avuto modo di provarle con mano (per ora), ma ho avuto conferme (su quanto ho scritto), da esperti nel campo, che sanno il fatto loro... è chiaro che, pure qui, si tratta di una questione soggettiva e non ha valore assoluto: sia nel senso di chi prova lo strumento, sia nel senso dello strumento che si sta provando; sia che sia stato trattato o sia invecchiato naturalmente, oppure prodotto oggi.
Di certo abbiamo solo l'influenza sul suono: è chiaro che in una chitarra acustica il legno influisce molto, ma non dimentichiamo la cassa, le corde e la mano di chi suona... è altrettanto certo che, anche in una chitarra elettrica il legno faccia la sua parte (magari in misura minore rispetto alla prima, certo, ma non poi così tanto): pezzo unico, a strati, pesante o leggero, mettila come vuoi, ma incide parecchio pure qui... ci saranno pure i pick up, ovvio, ma se il legno è "cattivo" non possono lavorare bene e ottenere un buon suono... allora tanto vale avere le chitarre in plastica...
Shine on. :wink:
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda strat71 » sab dic 27, 2008 2:38 pm

pieffe ha scritto:chissà  perchè non è stata scelta una Gibson dallo stesso Hendrix... probabilmente non era proprio così adatta al genere, in quanto, appunto più delicata e adatta al jazz... in quel genere, ad esempio, la preferisco alle Fender: a livello di suono è ciò che si adatta meglio.


è come dici tu... a Jimi serviva una chitarra col vibrato, che costasse meno delle Gibson con il Bigsby (autentici babbà  :mrgreen: ), che fosse abbastanza resistente da sopportare i suoi "abusi" e che potesse essere bruciata o sfasciata senza patemi :smt004:
quindi un solo nome: Stratocaster :wink:

cmq si può concludere dicendo che la chitarra è uno strumento fortemente soggettivo e "bastardo"... non sai le discussioni fatte sulla validità  del tremolo a 6 viti rispetto a quello a 2, oppure sulla sezione del cavo da impiegare per i pedalini, oppure sul transistor NOS rispetto a quello moderno... insomma un mondo fatto di discussioni continue :smt003

ciaooo e W LA STRATO! :lol:
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda pieffe » sab dic 27, 2008 2:42 pm

:lol:
Come non essere concorde... appunto. :mrgreen:
W gli strumenti bast... :lol:
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda Mathilda » lun dic 29, 2008 10:38 am

Pieffe ha scritto:Certo, ovviamente intendevo una imitazione degna di tale nome, escludendo i "cartonati"


Ma questa era una frecciatina rivolta a qualcuno in particolare??? :lol: :lol: :lol:
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda pieffe » lun dic 29, 2008 11:14 am

:lol:
No, figurati, si tratta solo di un termine (molto diffuso tra i bassisti) che, ormai, è entrato a far parte del nostro gergo per definire questi strumenti ... . :wink:
Poi, non è detto che tutti i cartonati siano da buttare, anzi, ci sono delle belle eccezioni. :D
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda Arber » lun dic 29, 2008 1:29 pm

Mathilda ha scritto:
Pieffe ha scritto:Certo, ovviamente intendevo una imitazione degna di tale nome, escludendo i "cartonati"


Ma questa era una frecciatina rivolta a qualcuno in particolare??? :lol: :lol: :lol:


Nono, io non sono più un "cartonato" e ne un "taroccato"... Sono un' "assemblato" :mrgreen: :lol:

E' una classe più alta :lol: :lol: :lol:
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda The Masquerade » gio gen 01, 2009 1:26 pm

tra tutti i rigiramenti sono ancora dell'idea che quella chitarra non valga nemmeno la metà  di 2800€.
Fatta eccezione per la parte elettronica, i legni sono esattamente gli stessi delle serie standard, due bei pezzoni per il body incollati assieme (ma un kazzen di monoblocco per 2800€ no eh?).
L'unica cosa che cambia sono appunto pick-up seri, jack, pot, eccetera di una certa qualità , una generale cura costruttiva migliore. Ma dal punto di vista concreto quel prezzo non ci sta nemmeno per sogno. Un mio amico con 1200€ si è fatto fare una strato dal liutaio, con body monoblocco, pick-up van zandt avvolti a mano (i migliori in circolazione), manico vintage, meccaniche dorate di un certo livello, ponte originale fender tremolo con leva accorciata. Ma al di là  di tutti i dettagli, ha scelto dei legni degni di questo nome! Perché la strato DG signature non ha un body monoblocco secondo voi? Un body monoblocco dev'essere molto più stagionato e di miglior qualità , per non deformarsi, mentre due pezzi incollati con fibre in senso contrario impediscono al legno di muoversi anche se non è di chissà  quale pregio.

L'ennesima trovata della fender: far pagare una chitarra come la standard (però con dell'elettronica e meccaniche degne di questo nome) il triplo.
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda pieffe » ven gen 02, 2009 8:49 pm

Come già  detto, si può condividere o meno la questione del prezzo e decidere di trovare una soluzione più economica, ma comunque di un ottimo livello... in ogni caso, la Strat di Gilmour è parte di una serie di chitarre custom shop, con firme importanti di icone della musica, che hanno dato lustro al marchio fender durante gli anni... possiamo dire che, con la loro immagine, con la loro "firma", provvedono ulteriormente in questo senso... il fatto di possederne una, indubbiamente tenta, a prescindere dall'effettiva o presunta qualità  superiore (quella è anche una questione psicologica)... poi è anche una questione di passione e di punti di vista in merito alla cosa: è un po' come arrivare a spendere 400-500 euro per una borsa o delle scarpe firmate... non danno nulla di più rispetto ad altre borse/scarpe di buon livello (diciamo a meno della metà  del prezzo), ma sono firmate e questo, per alcuni, conta molto (è una delle "leggi" del mercato...).
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda Arber » ven gen 02, 2009 11:39 pm

The Masquerade ha scritto:...L'ennesima trovata della fender: far pagare una chitarra come la standard (però con dell'elettronica e meccaniche degne di questo nome) il triplo.



Dajè ancora...

Con una sicurezza del quasi 99,99 % ti posso dire che le serie Custom Shop, Re Issue e Signature sono tra le più curate e migliori in casa Fender sia per Bassi che per chitarre. Per bassi te lo posso dire al 100 %, per chitarre no, che le conosco di meno.
E' moooolto ma mooooolto più probabile che tu trovi fregature sulle standard che su queste serie...
Non ci crederò mai che queste chitarra hanno lo stesso trattamento di una standard... Sicuramente le differenze si noterebbero. E se poco poco questa cosa venisse fuori, nuocerebbe gravemente alla reputazione della Fender...

Cmq mi pare così strano che il body non sia one piece... testa dura
Il fatto che non lo dicano sul sito vuol dire anche che lo danno per scontato che una chitarra che costa tremila e passa euro abbia un body one piece...

Bah!
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda strat71 » sab gen 03, 2009 11:33 am

Arber ha scritto:Non ci crederò mai che queste chitarra hanno lo stesso trattamento di una standard... Sicuramente le differenze si noterebbero. E se poco poco questa cosa venisse fuori, nuocerebbe gravemente alla reputazione della Fender...
Bah!


Arber come dicevo prima queste chitarre vengono prodotte con gli stessi macchinari... e per assemblarle ci vogliono 20 colpi di cacciavite... chiaro che qualcosina in meglio viene riservata alle CS ma non certo a tal punto da giustificare prezzi così :smt004: Eppoi la Fender oramai la reputazione se l'è giocata da anni... figurati

Arber ha scritto:Cmq mi pare così strano che il body non sia one piece... testa dura
Il fatto che non lo dicano sul sito vuol dire anche che lo danno per scontato che una chitarra che costa tremila e passa euro abbia un body one piece...
Bah!


Ma non esiste proprio... Fender non ha quasi mai usato corpi in pezzo unico, e questo fin dai tempi in cui Leo era vegeto... come già  detto Leo era un economo allo stato puro ed aveva sempre un occhio al portafogli! vi siete chiesti come mai nelle produzioni '50 e '60 non capitassero quasi mai manici in acero fiammato o con venature particolarmente belle?
Leo li buttava, per evitare che sorgesse una richiesta per questi manici!

Ora non voglio dire che la filosofia sia rimasta la stessa, ma fatto sta che non si usano body in pezzo unico... ma se va bene in due pezzi (e se va bene sono pure accoppiati bene :smt003 ).
Non è infrequente trovare body addirittura in 3 o anche 4 pezzi, specie su chitarre con colori coprenti (nero in primis :mrgreen: )

Detto questo però bisogna anche dire che se vengono ben accoppiate parti con caratteristiche simili (tipo di legno, peso specifico, stagionatura) non si dovrebbero particolari controindicazioni :lol:
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda pieffe » dom gen 04, 2009 12:41 am

Riporto integralmente una breve e bella analisi delle caratteristiche della DG Strat: conferma il fatto che ciascun pezzo è stato costruito e curato nei minimi dettagli, sia a livello estetico che tecnico e toglie ogni dubbio in merito al fatto che la chitarra rappresenti a pieno titolo il suono di Gilmour (senza compromessi); per i veri fan è lo strumento che più si avvicina all'originale dello Zio; è chiaro che, per avere il piacere di spremerla ed ottenere il Gilmour-sound, dobbiamo sborsare, volenti o nolenti, una certa cifra (c'è poco da fare) :wink: .

FENDER DAVID GILMOUR SIGNATURE STRATOCASTER

Dopo anni di annunci, smentite e ritardi finalmente è apparsa nei negozi la David Gilmour Signature Stratocaster prodotta dal Custom Shop di casa Fender che ha lavorato a stretto contatto con Phil Taylor (tecnico personale di Gilmour dagli anni '70 in poi) e con il chitarrista stesso per riprodurre il più fedelmente possibile la ormai famosa “Black Strat” che dal 1970, anno in cui venne acquistata nel negozio Manny's a New York dallo stesso David, è diventata la base per la costruzione del suo suono e, naturalmente, di quello dei Pink Floyd.

La Black Strat ha subito nell'arco degli anni notevoli modifiche essendo stata da sempre il banco di prova per la sperimentazione di nuove sonorità .

Dopo l'installazione di svariati manici, diversi pickups, battipenna e ponti tremolo, rimozioni di parti in legno poi riparate, oggi la chitarra mostra tutti i suoi quasi quaranta anni, ma tra buchi, abbozzature e scrostature varie regala ancora oggi suoni da brivido, tanto da spingere Gilmour e la Fender a creare, per quanto possibile, un clone che possa soddisfare fan, chitarristi ed amanti della Black Strat, simbolo a pieno titolo del suono di Gilmour.

La David Gilmour Signature, che come già  detto viene prodotta dal Custom Shop della Fender (il che significa legni selezionati, lavorazioni curate nei minimi dettagli ed elettronica di prima scelta), è disponibile in due versioni o, più specificatamente, due finiture.

La Relic che ripropone fedelmente l'originale in tutto e per tutto, comprese quindi le ammaccature, i graffi e l'ossidazione delle parti metalliche, e la N.O.S. (New Old Stock) identica alla precedente ma con tutte le parti nuove di zecca come se fosse stata comprata all'epoca e catapultata con una macchina del tempo ai giorni nostri (da qui la linea “Time Machine” del Custom Shop).

Entrambe le chitarre dunque, a parte l'estetica, presentano le stesse caratteristiche e cioè:

- corpo in ontano selezionato nero con verniciatura alla nitrocellulosa (nero su tre toni sunburst per la Relic);
- manico in pezzo unico di acero modello Vintage del 1983 con profilo a “C” - la Black Strat, infatti, ha oggi il manico della Reissue '57 color crema visibile nel tour di About Face del 1984;
- elettronica totalmente custom - il pickup al manico (Fat '50) e quello centrale vengono avvolti a mano dal Custom Shop, mentre quello al ponte è un Seymour Duncan SSL-5;
- leva del tremolo accorciata come la preferisce Gilmour per permettere l'uso del tremolo con il palmo della mano anche durante l'esecuzione delle note;
- uno switch che attiva l'inserimento del pickup al ponte e permette dunque la combinazione dei pickup ponte/manico e/o di tutti e tre i pickup insieme (opzioni non possibili con il selettore standard).
- battipenna nero monostrato

Il tutto viene confezionato in una custodia rigida deluxe nera che, per volere dello stesso Gilmour, comprende:
- un cavo Evidence Melody (la linea di cavi usata da Gilmour);
- una copia del recente doppio CD + DVD “Live in Gdansk”;
- una copia del libro di Phil Taylor “The Black Strat” (le prime 500 chitarre vendute hanno anche la firma dell'autore);
- una muta di corde GHS Gilmour Signature (10-48);
una cinta di pelle nera del Custom Shop;
- un plettro firmato “David Gilmour”;
- il certificato di autenticità  firmato dal Custom Shop.

Ed ora veniamo al sodo…pardon al suono.

Premettiamo che già  da spenta la Black Strat ha una sua voce decisa e definita. Naturalmente i legni selezionati e la verniciatura leggera vecchio stile permettono alla chitarra di respirare e vibrare più facilmente. Suoniamo una nota, partiamo con un leggero vibrato ed il suono è ancora lì duro a morire.

Passando ad una valutazione più… “elettrica”, cominciamo con il sottolineare che la Signature è una chitarra “spinta” (o meglio “hot” per dirla all'anglosassone), nel senso che i pickup hanno un notevole livello di volume di uscita oltre che un grande sustain; ciò vale soprattutto per il Duncan al ponte che, pur essendo un classico single coil, in situazioni di distorsione spinta, come vedremo, regala delle armoniche e delle sfumature tipiche del miglior rock/blues.

Cominciamo a smanettare con qualche suono pulito e già  la chitarra mostra il suo carattere nel senso che rimane piacevole anche giocare con gli accordi pieni, tanto che non resistiamo alla tentazione di accendere l'Univibe e canticchiare Breathe.

Passiamo dal pickup al manico e scopriamo che è davvero magnifico sia sui suoni puliti che distorti. Ad alcuni potrà  sembrare un po' scuro rispetto ad un tipico magnete vintage, ma regala dei bassi davvero poderosi e degli alti croccanti senza mai essere freddo: con un Tube Driver è immediato il richiamo alle più recenti sonorità  di Gilmour.

Con il selettore ci spostiamo nuovamente sul magnete al ponte, accendiamo un clone del Big Muff e davvero non potremmo essere più felici. La chitarra strilla che è un piacere, si innescano feedback gustosissimi, gli alti sono come delle lame affilate, mentre i bassi e i powerchord sarebbero in grado di buttare giù… “il muro” (e non a caso). Forse è proprio nel campo di queste sonorità  â€œhigh gain” che la Signature rende al meglio.

L'abbinata dei pickup manico/ponte, che viene attivata spostando verso il basso lo switch, è molto interessante anche con le ritmiche o in particolari passaggi con suoni puliti, nonostante sia diventata famosa per il primo assolo di Comfortably Numb e l'assolo finale di On An Island entrambi caratterizzati proprio da quel inconfondibile suono scuro e nasale.

In generale la chitarra ha una notevole estensione tonale, intesa nel senso che è in grado di passare da bassi corposi e definiti, ad acuti penetranti e taglienti senza mai, lo ripetiamo, essere freddi o invadenti. Sicuramente è una chitarra che da il meglio di se in distorsione: con fuzz ed overdrive spenti è come un cavallo di razza che morde il freno ed aspetta di scaricare tutta la sua potenza ed energia.
Insomma sugli assoli risulta imbattibile dando espressività  e sonorità  a qualsiasi buon pedale che colleghiamo tra lei ed un amplificatore.

Il manico poi (profilo a “C”) è piacevolissimo, ed è differente rispetto ai nuovi profili a “V” delle riedizioni vintage americane più recenti che risultano (a parere di chi scrive) spesso sottili e scomodi al palmo della mano. Per chi non fosse abituato alla pesante laccatura il manico potrà  inizialmente risultare “appiccicoso” nei passaggi più veloci, ma è solo una questione di abitudine e di tempo, dato che questo tipo di vernice diventa più scorrevole con l'uso ed il passare del tempo.

La scalatura light delle corde sui cantini rende poi i bending di 1 tono e mezzo o di 2 toni certamente più abbordabili rispetto alle scalature standard (10/46).
La chitarra esce dalla sua custodia già  con un set-up ottimale e pronta per essere suonata anche se una piccola registratina, a seconda delle preferenze personali, non è da escludere.

Concludendo la Signature è un prodotto che, a nostro avviso, regalerà  soddisfazioni ed emozioni ai chitarristi appassionati e fan di David Gilmour, ma che certamente non deluderà  coloro i quali cercano in ogni caso uno strumento in grado di coprire al meglio quel territorio blues e rock che ha reso famoso il marchio Fender ed il nome Stratocaster dalla metà  del secolo scorso in poi.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il mini-sito che la Fender ha appositamente creato per la Black Strat (http://www.fender.com/gilmour/), nel quale sono elencate tutte le modifiche che la chitarra ha subito negli anni, gli album ed i tour nei quali è stata utilizzata.

I prezzi si aggirano intorno ai 3.500 Euro per la Relic ed intorno ai 2.800/2.900 per la N.O.S.


A me le manine prudono sempre più... :smt118

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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda strat71 » dom gen 04, 2009 1:56 am

grazie per l'articolo... anche se mi sembra un po' troppo di parte e con parecchie cose non condivisibili... :mrgreen:
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Re: Custom DG Signature and BlackStrat ;)

Messaggioda strat71 » dom gen 04, 2009 2:31 am

cmq ecco qualche file audio:
http://www.degreesoffreedom.it/index-blackstrat.php

c'è da dire però che la strumentazione è un po' "fuori portata" (Hiwatt e P2... :wink: )

poi lo sapevate che qui Dave ha suonato l'ultimo prototipo pre-produzione della Black Strat?
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