Tatuato sul Muro

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Tatuato sul Muro

Messaggioda Gerald the Mouse » mar feb 06, 2007 11:31 pm

Ciao a tutti, proprio oggi ho appena comprato un libro sul caro Syd Barrett, trovato in un negozio di musica della mia città .
Era l'ultima copia del libro rimasta nella libreria. E' scritto da Luca Ferrari e s'intitola "Tatuato sul Muro L'enigma di Syd Barrett" e la casa editrice è Blues Brothers.
Insieme a questo libro poi ne ho trovato un altro, una specie di antologia di tutte le canzoni di Barrett, solo il testo e la traduzione scritto da un certo Livio Borriello. Però questo libro mi ha fatto molto incazzare perchè mancano alcune canzoni come The Gnome :013: :013: :013: :013:. Poi nella canzone Bob Dylan Blues c'è solo la prima strofa. Ma che cacchio ha scritto questo Borriello??!.

Cmq per fortuna l'altro libro, quello di Luca Ferrari, sembra ben fatto (almeno dalle prime pagine che ho letto) anche se spero che spieghi il motivo di un titolo così (tatuato sul muro).
Qualcuno sa dirmi se ho fatto bene a comprarlo oppure no, o se qualcuno l'ha gia letto ??

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Messaggioda Andrea » mer feb 07, 2007 12:13 am

e manca pure No Good Trying! :mrgreen: :twisted:
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Messaggioda Gerald the Mouse » mer feb 07, 2007 12:42 am

Andrea ha scritto:e manca pure No Good Trying! :mrgreen: :twisted:


E' vero mi ero già  dimenticato!! Ma che Livio Borriello!
Ti immaggini Andrea che questo qui è iscritto al forum?

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Messaggioda Andrea » mer feb 07, 2007 1:40 pm

manco li conosce i Pink Floyd.... :lol:
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Messaggioda Gerald the Mouse » mer feb 07, 2007 2:05 pm

mi sa che nessuno qui lo conosce sto libro....
:roll: :cry:

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Messaggioda Andrea » mer feb 07, 2007 2:16 pm

quà  si parla un pò di quello di Livio Borrello:

http://www.pinkfloydsound.it/phpBB2/vie ... &start=165


quà  di quello di Luca Ferrari:

http://www.pinkfloydsound.it/phpBB2/vie ... &start=150

devi scendere un pò con il cursore..
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Messaggioda MadcapIla » lun feb 19, 2007 11:00 pm

Ciao!Ne approfitto per presentarmi,Sono Ilaria,una new-entry,semplicemente innamorata di Syd Barrett e di tutto ciò che lo riguarda.
Presi in prestito questo libro dalla mia scuola ad ottobre ,lo lessi in due giorni e fu molto difficile restituirlo!
Penso sia un libro fantastico e ricco di particolari interessanti,anche se in realtà  c'è ancor molto di più da sapere su Syd..
:D
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Messaggioda fletcher » lun feb 19, 2007 11:03 pm

ciao ilaria, ,benvenuta... se vuoi per la presentazioni c'è la sezione dedicata :mrgreen:
se hai qualche aneddoto su Syd saremo felici di leggerti
Vince
...So ya..Thought ya...
Might like to go to the show...

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Messaggioda MadcapIla » lun feb 19, 2007 11:13 pm

SI,ho notato,ho la fatto la mia presentazione.. :)
Comunque sarò lieta di raccontare di Syd ,sappiate però che ne parlo di continuo. . :shock: . . .Alla fine non mi sopporterete più! :oops:
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Messaggioda Andrea » lun feb 19, 2007 11:37 pm

Bene meglio così, non si parla mai abbastanza di Syd.




PS: l'importante è che non si dica però che tutto ciò che i Pink Floyd hanno fatto dopo è merito suo..o confronti sterili con altri membri del gruppo..o cazzate simili.
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Messaggioda Arber » mar feb 20, 2007 1:27 am

MadcapIla ha scritto:...sappiate però che ne parlo di continuo. . :shock: . . .Alla fine non mi sopporterete più! :oops:


Ma non ti preoccupare. ;)

Su Syd non si ha mai abbastanza...
:scared-shocked:

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Messaggioda Gerald the Mouse » gio feb 22, 2007 1:29 am

l'ho finito da qualche giorno e finalmente ho trovato un pò di tempo...
Sicuramente il libro mi ha messo molta tristezza, perchè alla fine la storia di Syd Barrett non può che generare questo sentimento.
Il libro è fatto molto bene con molti particolari sulla nascita dei Pink Floyd, quando suonavano i pezzi di Chuck Berry fino ad arrivare al loro esordio dentro il mitico locale UFO.
Sicuramente la parte più felice del libro e molto affascinante.
Ci sono un sacco di riferimenti ad interviste dell'epoca molto suggestive e che mi suscitano un sacco d'invidia per quei tempi, infatti ne vorrei riportare una fatta dopo un concerto all'Alexandra Palace di Londra: "Vi fu un movimento tra la folla e tutti si voltavano a guardare le enormi di finestre a Est. Risplendevano le prime luci dell'alba e in quel momento magico, senza tempo, i Pink Floyd salirono sul palco. La loro musica era solenne, misteriosa, rilassante... Molte persone si tenevano per mano. Probabilmente i Pink Floyd non suonarono più così bene, e in quell'occasione sembravano perfino superbi... Davano voce alle sensazioni della gente. Gli occhi di Syd Scintillavano , le note si alzavano nella luce sempre più vivida, mentre l'alba si rifletteva sugli specchietti della sua Telecaster..." Questo è il commento di uno spettatore

Un altra cosa divertente ma anche molto significativa per i pink floyd si Syd almeno secondo me, quando suonarono fuori Londra per il loro primo tour dopo l'uscita di See Emily Play. Ricorda il manager King: " Tutta l'atmosfera comunitaria dell'Ufo e degli altri locali londinesi svaniva completamente nei locali fuori Londra , dove il pubblico era costituito in prevalenza da gente limitata che ci chiedeva di suonare soltanto i nostri brani di successo, senza minimante capire il senso dei light show".
Il libro continua spiegando: "il pubblico si aspettava i due hit dei Pink Floyd, e la band rispondeva con stravolte versioni di Lucifer Sam e Interstellar Overdrive con la chitarra distorta in eco di Syd e le sue lunghissime improvvisazioni.
Waters ricorda: "Al California Ballroom di Dunstable, il 23 luglio ci buttarono addosso dalla balconata pinte di birra, una cosa molto sgradevole e anche molto, molto pericolosa".
Si continua riportando un'intervista di Pete Townshend: " Il problema e che certa parte del pubblico si è sentita tagliata fuori dal pop... E' successo in Inghilterra e il pubblico si è violentemente ribellato... La gente sentiva che il pop gli stava scivolando dalle mani... Erano nati gruppi come i Pink Floyd, band psichedelica che preoccupavano... Così tutti sballarono completamente. Niente a che vedere con i Rolling Stones...
Cosa combinavano invece questi Pink Floyd con i loro flash di luce e i trip che si facevano, e un pazzo che suonava con loro?"

Sullo scioglimento del gruppo il libro non fa come tanti altri libri che hanno ricamato su Syd il marchio del drogato, schizzofrenico e tante altre malvagità  con cui la stampa ci ha fatto un sacco di soldi.
Spiega invece che Syd e i Pink Floyd non riuscivano più a suonare insieme perchè Syd era troppo ribelle per sottostare allo show business, alla logica di fare album convenzionali. Lui adorava le improvvisazioni, per lui la musica ha un carattere eventuale dato in un preciso momento e in uno spazio preciso, nel cd invece tutto ciò si perde e la sua musica verrebbe in un certo senso castrata.
Solo che poi le sue improvvisazioni non riuscivano più a piacere agli altri membri della band che non riuscivano più a stargli dietro e a molti concerti facevano la figura degli idioti.
Il libro cita anche molte avventure di Syd con gli acidi, in cui visse con alcuni freak dell'epoca che gli mettevano a sua insaputa acido nel caffè, facendolo "viaggiare"per alcune settimane.
Naturalmente l'allontanamento dai Pink Floyd ha molto influito sulla crisi psicologica di Syd Barrett, un Syd cacciato dalla band. Il libro spiega: "Secondo una voce del periodo, Syd avrebbe stazionato per un intero pomeriggio con la chitarra sottobraccio, davanti agli "Emi Studio" aspettando che gli ex compagni lo invitassero alle session di registrazione del nuovo album A Saucerful of Secrets, che sarebbe stato pubblicato il 29 giugno.
Insomma ci sono un sacco di altri passaggi molto belli. Un ultima cosa che volevo scrivere del libro e che durante gli anni del punk, 77-78, mentre i pink floyd venivano duramente contestati la figura di Syd Barrett veniva ampiamente recuperata e rivalutata. Il libro racconta quando i Sex Pistols dovevano trovare Syd Barrett affinchè li aiutasse nella produzione del loro unico album Never Mind the Bollocks, ma andando alla sua casa presso Chelsea loisters, trovarono la porta di Barrett Sbarrata.

Cmq è significativo che Barrett a differenza di altri cantanti maledetti non si sia ammazzato con la droga o abbia tentato il suicidio alla Kurt Cobain, ma a scelto di vivere nella tranquillità  della sua città  natale in modo abbastanza semplice. Ecco la bellezza di Syd sta proprio nella sua semplicità  che lo fa tanto apparire diverso dagli altri, un pò come il popolo degli Hobbit nel romanzo di Tolkien!

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Messaggioda Arber » gio feb 22, 2007 2:45 am

Gerald the Mouse ha scritto:Cmq è significativo che Barrett a differenza di altri cantanti maledetti non si sia ammazzato con la droga o abbia tentato il suicidio alla Kurt Cobain, ma ha scelto di vivere nella tranquillità  della sua città  natale in modo abbastanza semplice. Ecco la bellezza di Syd sta proprio nella sua semplicità  che lo fa tanto apparire diverso dagli altri...


Ecco è proprio questo ciò che lo rende speciale... E unico.

Grazie Gerald per la recensione del libro. ;)
Bellissima la parte del loro concerto all'alba...

Che brividi...
:scared-shocked:

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Messaggioda Andrea » gio feb 22, 2007 4:25 pm

Il problema è che Syd davvero aveva perso la testa e non riusciva a suonare niente. E' per questo che è stato cacciato, ed anzi Waters lo voleva tenere come compositore perchè in effetti ancora era capace di scrivere delle belle canzoni se aiutato da qualcuno ad arrangiarle (vedi Madcap Laughs e Barrett).

E' alquanto fuoriviante pensare che siano stati i floyd a cacciarlo per il suo "nuovo" carattere anarchico. In realtà  basta ascoltare le registrazioni presenti su Opel per aver chiara la sua situazione psico-mentale-motoria...qualche breve lampo di lucidità  lo aveva, ma purtroppo non durarono a lungo.
E la schizzofrenia se lo sarebbe mangiato negli anni successivi, tanto che la sorella dovette evitare in tutti i modi di farlo entrare in contatto (o in ascolto) con i dischi rock e floydiani di quel periodo per evitare che avesse altre crisi ed attacchi.

La sua storia è certamente commovente, piena di magia e di puro talento (perlomeno fino al'70, quando ancora riusciva a suonare la chitarra)...ma non considerare gli aspetti terreni e determinanti della sua perdizione, può essere solo dannoso e pericoloso.
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ciao a tutti

Messaggioda themadcap » sab mar 03, 2007 7:50 pm

Salve a tutti, è da un bel po' che non mi faccio vivo. Ho avuto troppo troppo da fare. Spero di essere più presente da oggi in poi...

A proposito del tema in questione, qualche tempo fa, ho scritto una sorta di "recensione" molto personale su questo libro che ho letto davvero con passione!

La riporto qui in seguito per chi non l'avesse già  letta:


Ho letto il libro di Luca Ferrari in due, tre giorni. La lettura è stata decisamente appassionante. Credo sia stata la scelta giusta, per me, quella di cominciare con questo testo.

Conoscevo solo in superficie la storia del gruppo. Non sapevo né come, né quando, né dove si fosse formato. E soprattutto perché si parlasse tanto dell'importanza della figura di “Syd” Barrett. Del suo Genio e della sua Sensibilità . Qualità  rispettivamente frutto dell'ascesa al successo, prima, causa dell'inevitabile tonfo nel buio cieco del pozzo della sua mente schizofrenica, poi.
Quando dico “inevitabile” non mi riferisco alla droga. L'LSD è stata solo un mezzo per viaggiare e per fuggire lontano da un mondo a cui Barrett non sentiva più di appartenere. Nessuna delle persone che gli erano accanto aveva dentro il proprio animo quello che era nascosto dentro di lui. Nessuno aveva Syd dentro di lui. Nessuno poteva aiutarlo.
“Non ho mai dato prova di aver sbagliato ma in realtà  ho sempre bisogno di dimostrare di aver ragione”. (Syd Barrett in un intervista del 23/03/1971 al “Melody Maker” da parte di Michael Watts.)

Versatilità , intuizione, improvvisazione, estemporaneità . Tutte doti che sono nel suo DNA.
Un musicista è chi fa musica. Un pittore è chi dipinge. Uno scrittore è chi scrive. Mentre un Artista è chi vive l'Arte.
E lui viveva l'arte. Era parte di essa. E l'arte era parte di lui…

Bob Dylan, in un intervista del 1961 a Net Hentoff, noto critico musicale del “Village Voice”, disse: ”Quello che posso cantare lo chiamo canzone. Quello che non posso cantare lo chiamo poesia. Quello che non posso cantare ed è troppo lungo per essere una poesia lo chiamo romanzo. Ma i miei romanzi non hanno una trama nel classico senso del termine. Parlano dei miei sentimenti in un dato posto e in un dato momento.”
Ecco. Neanche il romanzo della vita di Barrett ha una trama nel senso classico del termine. E non basterebbero tutti i romanzi di questo mondo per esprimere in modo esaustivo il talento di questo alieno.
Perché? Semplice. Perché il Genio di Syd si presenta solo in un dato posto e in un dato momento. La sua musica è il suo romanzo!

Grazie a questo libro, ho “scoperto” l'Lp dei primi Pink Floyd, “The Piper at the Gates of down”. A mio parere, di livello superiore a molti album dei Beatles. Anche se l'innovazione portata dalla loro musica ha influenzato marcatamente anche il pensiero di Roger Keith.
In questo momento sto scrivendo ma sto anche ascoltando “See Emily play”. E penso: “Ma questo com'ha fatto a mettere insieme sti suoni in questo modo!?!?!?!?”

Tutto ciò, per esprimere cosa penso di questo libro e quanto m'abbia già  influenzato…


Ciao e W syd forever!
Alessio!

Hey you! don't tell me there's no hope at all
Together we stand, divided we fall.