Pagina 1 di 2

Intervista a Barrett del 1967

Inviato: sab gen 05, 2008 4:31 pm
da BrainDamage

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: dom gen 06, 2008 3:18 pm
da Furry animal 88
Hey grazie!!!! :wink:

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: dom gen 06, 2008 6:56 pm
da Whatty
grazie mille brain!!!
...ma non c'è nessuno che puo tradurre per favore??? :oops:

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: dom gen 06, 2008 7:04 pm
da janis-floyd
Ancora non ho avuto il tempo di guardarlo,sicuramente più tardi se ci riusciamo,Arber farà  una traduzione di sicuro!!

Grazie Fabri!! :wink:

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: lun gen 07, 2008 9:16 am
da Arber
Ho ascoltato l'intervista...

:(

Purtroppo è del periodo in cui Syd, già  "splendeva" per conto suo... Lontano da tutti.
Un'intervista molto triste. Praticamente Syd parla i primi 5 minuti... Dicendo cose non del tutto astratte. Ma cmq un pò confuse.
Cose riguardanti l'esperienza "artistica" come pittore... Di come adesso le cose gli si presentavano in un modo più aperto e ampio...
Poi dopo un pò, il silenzio...
Penso dovrebbe essere stato imbarazzante per il giornalista.

Già  dall'intro che il presentatore fa si capisce come sarebbe stata:

Syd Barrett dei Floyd. Che intervista strana.
Fu fatta a Londra nel 1967. Parlai con i membri del gruppo, ma la registrazione (dell'intervista) era stata persa. Ricordo che loro erano abbastanza preoccupati per Syd, perché in un certo senso ce la stavano facendo. Avevano fatto il loro primo album. Dove Syd aveva scritto e co-scritto 9 delle 11 canzoni dell'album
E Syd ormai si trovava in uno stato "non-funzionale".
Apparentemente prese molto acidi. I suoi occhi erano talmente aperti che sembrava di guardare in un tunnel... Non c'erano barriere. Decisi di fermarmi altrimenti sarei "caduto" dentro di lui... Adesso so come ci si sente ad essere Alice nel paese delle meraviglie... L'intervista si avviava verso la fine... Perché non c'era altra scelta. Non c'era un'altra direzione migliore. Quindi decisi di finirla..
Ecco Syd Barrett, Londra 1967.
(e qui sospira un "wow")

E poi si assiste a scene del tipo:

Giornalista: Stai facendo qualcosa di nuovo personalmente adesso?

...Silenzio...

...Silenzio...

(calcolate ogni parola "Silenzio", come quasi un minuto...)

Syd: Si
...Silenzio...

... Non lo posso dire adesso... Sai...

...Ci vuole troppo tempo per pensare...

Cioè... Ce la posso fare...



...Silenzio....

...Silenzio...



....



L'altra parte di questa parentesi triste magari ve la scrivo più in là  nel corso della giornata, m'ha messo una botta di "depressione"....


:(

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: lun gen 07, 2008 9:50 am
da DB
:(

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: lun gen 07, 2008 11:04 am
da crazydiamond77
ogni volta che leggo qualche stralcio appartenente alla vita di Syd mi si stringe il cuore.
vedere un genio creativo esplodere come una stella in cielo, un grande bagliore e poi l'abisso, tutto bruciato così in fretta, così presto...tristess :(

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: lun gen 07, 2008 11:37 am
da fletcher
non c'è cosa peggiore di assistere al decadimento fisico e mentale di una persona cara..
ogni volta che la senti dire una cosa senza senso, ogni volta che ti accorgi che non riesce a camminare.. ti passano davanti gli anni "felici" e ti chiedi che senso ha...
pensando a Syd a volte mi sento egoista e colpevole.. perchè, in parte, dal suo tunnel son venute fuori espessioni artistiche (sue e dei suoi compagni) che a noi danno tanta soddisfazione..

Vince

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: lun gen 07, 2008 11:56 am
da Arber
Già ... E io che mi lamentavo della mancanza appunto di interviste (sopratutto video) di Syd nell'epoca gloriosa... Ma comincio sempre di più che quell'epoca è durato davvero poco... Magari giusto agli inizi del '67... Poi... Lasciamo perdere...

Vince ti quoto in pieno. Sei riuscito a trasmettere perfettamente quello che volevi dire.
E proprio adesso capisco che i rimanenti Floyd, forse hanno fatto la cosa giusta per lui comportandosi così. Intendo il fatto di lasciarlo vivere la sua vita, non tanto il "licenziamento" dal gruppo (chiamamolo così) che per quanto una scelta giustificata è cmq un'argomento delicato da discutere, ma di lasciarlo in pace, indisturbato dalle pressioni del mondo in cui viveva, o era "costretto" a vivere.
Penso che era davvero difficile pensare in un ritorno suo, data la situazione in cui si trovava...

Purtroppo in questo mondo c'è bisogno di agnelli da sacrificare, in modo da poter lasciare qualcosa ai postumi. E Syd, ne ha lasciato di cose... Non solo ai Floyd, ma anche ad un'intera generazione...

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: lun gen 07, 2008 7:18 pm
da janis-floyd
Beh,è una cosi grande tristezza,tutta questa storia,tutte queste storie,queste persone,non artisti,ma esseri umani,in qualsiasi modo,per qualsiasi motivo,non importa,caduti in un limbo da dove è impossibile riemergere,che si perdono piano piano la loro vita,e tu,guardandoli,puoi solo sentire un gran dolore..
E non è il dolore di un fan privato del suo idolo,ma di una persona,che ne ha visti tanti,come lui,che si sono persi,per malattie o per scelta...comunque lontani dal mondo..distanti...perduti...

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: lun gen 07, 2008 8:10 pm
da Furry animal 88
caspita che belle parole avete detto!! Leggere questa intervista ha commosso anche me.... :cry: ma cosa aveva esattamente syd???? E' davvero un peccato che non sia rimasto con i floyd,avrebbe fatto delle cose ancora più' geniali di tutto ciò' che ha fatto....comunque doveva essere in una brutta situazione poverino.... :( quanto mi dispiace....

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: mar gen 08, 2008 2:40 pm
da Cluster
fletcher ha scritto:pensando a Syd a volte mi sento egoista e colpevole.. perchè, in parte, dal suo tunnel son venute fuori espessioni artistiche (sue e dei suoi compagni) che a noi danno tanta soddisfazione..


Purtroppo si... a rifletterci bene ci si sente in colpa a godere ora del genio artistico di una mente "persa", ma vedi... a me piace pensare che sia una sorta di compensazione cosmica, come una sorta di "premio" se vogliamo: dal suo tunnel profondo e lontano sono state partorite le basi di una musica, di un genere, di un gruppo che non solo ha amalgamato gruppi di persone, ma che che le ha accomunate già  nel corso di tre generazioni.
Nonostante i suoi silenzi ha trovato comunque un modo di parlare al mondo, attraverso il tempo, oltre ogni barriera.

fletcher ha scritto:non c'è cosa peggiore di assistere al decadimento fisico e mentale di una persona cara..
ogni volta che la senti dire una cosa senza senso, ogni volta che ti accorgi che non riesce a camminare.. ti passano davanti gli anni "felici" e ti chiedi che senso ha...


:smt058

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: gio gen 10, 2008 12:10 pm
da Shine on
:(

Avete già  detto praticamente tutto quello che si poteva dire... ...e mi avete lasciato senza parole. :(

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: gio gen 10, 2008 11:26 pm
da Furry animal 88
Ragazzi siete tutti davvero commoventi...........si sente che siete molto attaccati a Syd,nonostante abbia suonato per cosi' poco tempo con i floyd...... :cry:

Re: Intervista a Barrett del 1967

Inviato: ven gen 11, 2008 9:11 am
da fletcher
Cluster77 ha scritto:
fletcher ha scritto:non c'è cosa peggiore di assistere al decadimento fisico e mentale di una persona cara..
ogni volta che la senti dire una cosa senza senso, ogni volta che ti accorgi che non riesce a camminare.. ti passano davanti gli anni "felici" e ti chiedi che senso ha...


:smt058


:smt057