Gilmour in Concert a Milano

Per non dimenticare....
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Sarita
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Messaggioda Sarita » mer mar 29, 2006 8:39 pm

Ma che organizzazione, gente!


Vabeh, in parole povere (io di questo MD R C FD TCL LSD non ne capisco nulla), riuscirete a condividere tutto questo libidonoso e acquolinaallaboccoso materiale?


Mi sto ancora mangiando il fegato per non esserci potuta andare... E pensare che ci metto 10 minuti ad arrivare al teatro degli Arcimboldi :013:

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Wolfpack
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Messaggioda Wolfpack » lun apr 10, 2006 11:21 pm

-SECONDA PARTE

Attraversiamo la strada che separa il bar dal piazzale del teatro e da qui, iniziamo ad intrufolarci nella folla che si avviava all'ingresso del teatro. Il teatro aveva appena aperto i battenti.
Giunti dentro ci perdiamo un po tutti di vista perchè bisognava consegnare borse e giacche ai guardaroba. La cosa sembrava obbligatoria e quindi molti erano preoccupati su dove nascondere i loro gadget tecnologici (Brain ne patirà  le conseguenze) per effettuare le registrazioni. Si fa una fila lunghissima per consegnare queste cose, e poi arrivati al banco consegne ci dicono che i guardaroba sono pieni!
mi infilo le apparecchiature nelle tasche e consegno solo la borsa.
Dopodichè appena supero la barricata di maschere che danno un'occhiava furtiva al mio modo di camminare, finalmente sono all'interno dell'ampia sala concerto, illuminata a giorno e costruita con stile moderno e senza troppi fronzoli.
Intanto prendo posto vicino ad Albatross, Floydman e famiglia e attendiamo impazienti che accada qualcosa...

E accade.

Le luci del teatro si affievoliscono e dei suoni cupi fanno la loro comparsa, ed ecco che arriva acquattato nel buio Lui: David Gilmour.





Il concerto inizia con la bellissima "Kastellorizon", che fa esordire Gilmour in un possente amplesso con la sua Strato e prosegue con la splendida ballata "on an island" condita con numerosi assolo in puro sound Gilmouriano. Qualche stecca si nota qua e la (ma un po in tutto il primo tempo dello show) ed io da Fan Floydiano do subito la colpa al sistema di monitoraggio. Il palco si illumina completamente lasciando intravedere tutti i musicisti in scena posizionati sul palco tra cui spicca Richard Wright!!!


Dopo qualche frase in un buon italiano inizia la tenue e delicata "The blue" che sembra proseguire un po indecisa.


Poi arriva la bellissima "Red sky at night" con un inedito Gilmour alle prese con il Sax dove dimostra di essere grado di costruire un'ambiente sonoro suggestivo anche con questo strumento.


Subito dopo attacca la bluseggiante "This heaven" con assolone alla "Biding my time" con l'Hammond di Wright che picchia al punto giusto e le orchestrazioni sapientemente imitate dal Kurzweil di John Carin.


Poi parte la tranquilla e rilassante "Then i close my eyes" che suonerebbe bene durante la lettura de "La ballata del vecchio marinaio" di Coleridge. Qui c'è un David Gilmour che suona in modalità  Slide una chitarra (credo) tipica greca (che è simile alle chitarre che facevano i miei vecchi parenti qui sul Gargano) e poi imbraccia una Gibson (o sbaglio?) finchè l'atmosfera non viene amalgamata dal tocco di Sax di Dick Parry (evidentemente uscito incolume dall'incidente che lo ha visto protagonista durante il pomeriggio) scambiando equamente le sue parti con quelle del chitarrista Leader.


Dopo aver presentato al pubblico la band, inizia "Take a breath" con un intro scenografico che mette i brividi (cosi esplodeva careful with that axe eugene) con le quattro fumarole che soffiano da sopra il palco.
La canzone è delle piu movimentate e rockeggianti, e le parti orchestrali sono davvero azzeccate.
Intanto lo spettacolo fa sfoggio delle luci colorate e degli strobo. Mentre apprezzo Guy Pratt, la canzone si muove verso la seconda metà , e ogni dubbio di titubanza da parte della band viene spazzato via dal potentissimo e devastante assolo di David Gilmour che difficilmente scorderò. Mi giro verso Albatross e Floydman e rimaniamo senza parole e con un sorriso da beoni stampato sul volto.


Poi per calmarsi inizia la bella "Smile" proveniente dal Meltdown e finalmente con la batteria. Un brano che ammetto di aver sempre odiato, ma che ora mi sta piacendo sempre di piu. Gilmour si lascia andare ad un altra scivolata sulla sua chitarra greca.


Per finire la prima parte del concerto, arrivano gli ultimi due brani tratti da "On an islan" "A pocketfull of stone" e "Where we start", che sinceramente ancora non inglobo bene (probabilmente per la scelta di metterli vicini e creare un finale piu mogio) comunque l'ultima mi sta piacendo sempre di piu e per la penultima (d'atmosfera comunque) aspetterò che i tempi maturino.





Finisce così la prima parte del concerto ed intanto andiamo fuori alla ricerca di commenti da parte di qualche Forumista.
Con Albatross (Floydman lo perdevo sempre) ci buttiamo fuori per fumare (lui, io non fumo piu da 8 mesi a proposito) incontriamo Brain Damage che piu che felice del concerto è incazzato con quelli del teatro perchè in un certo modo l'hanno costretto a riporre vidocamera e compagnia, e quindi a non poter registrare un bel nulla. Il tempo è stato breve, ed era difficile cercare Atom e DS79 tra la folla, anche perchè il concerto è iniziato subito dopo.





La seconda parte inizia con una versione piu o meno semiacustica di "Shine on you crazy diamond", con una parte iniziale caratterizzata dalla trovata di Gilmour di utilizzare il sustain (con un pedale) della chitarra suonando gli accordi base della canzone, suonandoci l'assolo sopra questa base lasciando proseguire gli accordi dominanti.
Dopo inizia la versione che tutti conosciamo che riesce a farmi venire la pelle d'oca appena sento il suono d'organo identico a quello su disco (spero che non fosse un campionamento) e i tintinnii originali.
Il brano è comunqe molto accorciato, tralascia l'assolo di Wright e l'altro di Gilmour. La parte cantata è una versione elettrificata di quella del Meltdown, e sul finire del secondo ritornello ritorna tutta la band, per poi richiamare sul palco Dick Parry con il suo solo "Originale".


Poi inizia "Wot's uh the deal". Che dire: sapevo che la dovevano suonare, ma non mi sarei mai aspettato che fosse così emozionante (complice anche il fatto di non avere ascoltato in anteprima i brani provenienti dai bootleg in circolazione). Mi sono perdutamente innamorato di quel brano. Non ho parole. Wright è stato leggermente titubante all'inizio dell'assolo di piano, ma questo non toglie il fatto che mi ha emozionato tanto e che mi piacerebbe riascoltarla di nuovo dal vivo. Ad un certo punto Gilmour parte con il solo alla sua chitarra Slide (credo la stessa che ha sempre usato nelle turnè con i Pink Floyd) per aggiungere quel "tocco di piu".


E' la volta di "wearing the inside out", che nella parte iniziale non riuscivo a capire quale brano fosse.
La voce di Wright mi ha catturato immediatamente, come le splendide parti di sax e naturalmente gli splendidi assolo riarrangiati di chitarra. Molto particolari anche le doppie voci del coro eseguite da Pratt e Gilmour (mi sa anche da Manzanera).
In quel momento non ho potuto fare a meno di constatare che Wearing the inside out è un brano stupendo, come tutto The division bell del resto.


Proseguendo con gli estratti da The division bell arriva Coming back to life, un grande brano splendidamente interpretato dalla suadente voce di Gilmour e dagli indimenticabili assolo.
Di questo brano la cosa che mi piace di piu è il giro di basso di Pratt, cosa che mi ha veramente giovato potermelo gustare seduto comodamente in poltrona a pochi metri da lui.


E siamo giunti al Medley "Breathe / time / breathe reprise", dove David suona la slide con la strato dietro le spalle. Dopo arriva time dove c'è qualche problema di tempo (ha ha ha). In pratica il ticchettio di orologio (suonato da Pratt, ma però vedevo Richard che continuava a premere tasti sulla tastiera) non si riusciva a sincronizzare con il pezzo, causando un fastidiosissimo "controtempo". Comunqe questo piccolo inconveniente viene ampiamente ripagato dalla voce di Wright e dall'assolone di David. Poi si chiude con breathe reprise (Preferisco sempre quella del Live 8 ) e la strizzata d'occhio a "the dark side of the moon".


Ritornando al disco delle "Statue" giunge High hopes, dove Di Stanislao può finalmente percuotere (con martelletto da bricolage) la campana sospesa sulla batteria. Infine David cantando cantando se ne va alla slide (sempre quella) a chiudere il brano in bellezza.


Ma la vera punta di diamante della serata è senza ombra di dubbio alcuno "Echoes", in una versione leggermente accorciata ma che spacca tutto lo stesso,con Il volume elevato che faceva il suo effetto disturbante (in senso positivo) su la gente che stava così: "O" nessuno escluso.
La parte cantata a due voci non puo non far rimanere di stucco tutto il pubblico, e rimanda immediatamente a "Live at Pompeii" e a quei giovanotti capelloni che ora sono li a pochi metri dal palco con 60 e rotti anni a ciocca.
Appena dopo la parte cantata arriva la parte piu 70's, dove Di Stanislao tiene duro alla batteria cercando di essere il piu "Masoniano" possibile.
La parte con i corvi (psicopompi) è terrificante, riesce a fare il suo sporco lavoro sapendo bene come mettere i brividi con tanti decibel a disposizione.
David Gilmour in mezzo a tutte quelle luci Strobo era "Figo" (non so che termine utilizzare, ma era veramente da sballo mentre se ne stava immobile tra fumi di vapore e flash luminosi) mentre torturava a sangue la sua Strato.
Giunge infine la parte dei piatti e delle tastiere con la chitarra in delay in un'ambiente ormai sbigottito e carico di stupore, per ritornare alle doppie voci ed ad ulteriori "Botte" per poi finire con i cori malefici che sembrano salire di tono in eterno.
Meritati i quasi 10 minuti di applausi.
Esperienza immortale.


Prima di concludere il concerto non poteva certo mancare "Wish you were here", stupenda versione suonata con semplicità  e con il pubblico che ovviamente cantava in coro l'inno all'assenza (stonati inclusi).


Infine "Comfortably numb".
Non pensavo che avrebbe cantato Wright le strofe, ed invece mi sono accorto (secondo un mio parere) che la sua voce sta molto bene in quelle parti (certo è preferibile Roger).
Questa versione si chiude in bellezza con sua maestà  "L'assolo", con il potente fascio di luce che illumina David Gilmour riportando alla mente quanto eseguiva questo gioiello in cima ad una certa parete.




Appena terminato il concerto ci alziamo e ci dirigiamo fuori facendoci spazio tra la gente, e con Albatross (Floydman l'ho perso e non l'ho piu rivisto) ci mettiamo alla ricerca dei Forumisti (inutile cercare autografi, che tanto non ne avremmo avuti).
Purtroppo quando ci siamo incontrati il tempo era ormai davvero agli sgoccioli perchè ognuno doveva partire per le proprie destinazioni, per cui abbiamo scambiato solo qualche chiacchiera (e fatte un po di foto).
L'unico lato negativo della serata è stato appunto questo, cioè di non poter passare purtroppo un po piu di tempo con gli altri, anche se sono stato veramente bene con tutti durante quel poco tempo trascorso insieme durante il pomeriggio, perciò:

Saluto con molto affetto Beppe :D (che lo convincerò a venire ad uno dei concerti di Waters), Fabrizio (che mi sa che l'ho convinto :mrgreen: ) Stefano (che ci vedremo a Verona e finalmente potremmo chiacchierare in santa pace di dischi :lol: ) Fabiosky (che non è Brain Damage :smt004: ) Ale (che non so se va a vedere Waters :smt039 ) Emanuele e famiglia (che scompaiono sempre :mrgreen: ) e Irax (che non mi ricordo piu come si chiama :oops: ) e tutti quelli che ora mi sfuggono.


Con tutto il cuore alla prossima.


ENZO
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Messaggioda Andrea » lun apr 10, 2006 11:31 pm

Cresce la mia amarezza per non aver potuto gustare Wot's Uh...the Deal....



Andrea
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Messaggioda Atom » gio apr 13, 2006 9:32 am

Wolfpack ha scritto:... Gilmour in un possente amplesso con la sua Strato ...


ma LOL :shock: :mrgreen:
Non sorridiamo perché qualcosa di buono è successo,
ma qualcosa di buono succederà perché sorridiamo.

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