Ummagumma

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Ummagumma

Messaggioda Bike » mar giu 01, 2004 9:03 am

Quando ero piccolissimo (circa 7 o 8 anni), ascoltavo insistentemente Wish you were here, e ad ogni ascolto ne venivo letteralmente rapito. In quel periodo un amico di mia sorella mi disse "beh, se ti piacciono i Pink Floyd allora dovresti ascoltare Ummagumma (a pensarci adesso l'idea di far ascoltare Ummagumma ad un bambino di 7 anni era quantomai perversa), cmq, all'epoca non ci riuscii, ma nel tempo ho sempre portato con me quel suggerimento e, in età  matura, decisi di "scoprirlo". Ovviamente ai primi ascolti rimasi spiazzato (mi rifersisco all'album di studio), trovandolo incoerente, discontinuo, eccessivamente pesante e troppo sperimentale per me che mi ero "riavvicinato" ai Pink Floyd dopo la pubblicazione di A momentary lapse of reason. Mi ricordo che il primo pensiero fu "cavolo, non posso essere i Pink Floyd, non possono aver fatto questo", ma poi in seguito, maturando l'approccio uditivo verso la musica in generale, la mia opinione di fatto si è ribaltata.
Ummagumma è un esperimento che uscì in un periodo che sotto alcuni aspetti fu il più prolifico per i Pink Floyd, ma proprio in quel determinato momento rappresentava un momento di crisi, l'indecisione su percorso musicale da intraprendere, la ancora incerta suddivisione delle parti all'interno del gruppo nonchè l'incertezza su chi avrebbe sostenuto da lì a venire l'onere compositivo due anni dopo la dipartita di Barrett. Per cui si decise che ognuno avrebbe provato a comporre per se stesso e senza nessuna partecipazione degli altri ad ogni singolo progetto. Il risultato è effettivamente un manifesto di incoerenza ma a mio avviso anche un mezzo per poter ascoltare chiaramente la maturazione dello stile compositivo, ed il livello di partecipazione al gruppo di ognuno dei quattro, e questo è quello che fa di quest'album, se mi passate il termine, un piccolo capolavoro.
Le capacità  di ognuno iniziano a prendere forma in Ummagumma come non era mai accaduto in precedenza, soprattutto in relazione ai due che avrebbero poi portato avanti il discorso compositivo, ossia Waters e Gilmour.
Inizia a definirsi l'intimismo crepuscolare di Waters in Grantchester Meadows, sia in merito alla musica che ai testi, nonchè le sue paranoie (con tanto di riferimento nazi-ironico finale) in Several Species, la straordinaria melodica di Gilmour in The Narrow Way, nonchè la sua poca attitudine ai testi (per The Narrow Way chiese aiuto a Waters che glielo rifiutò, il risultato è un pasticciaccio onirico ai limiti del banale), la pomposità  di mellotron e pianoforte di Wright , la sperimentazione percussiva e di registrazione di Mason (che in seguito, infatti, tanta parte avrebbe avuto nella composizione delle parti rumoristiche di molti album seguenti, essendo accreditato anche come compositore di Speak to me, l'intro di Dark Side).
I due unici momenti lirici dell'intero album infatti (Grantchester e The Narrow Way pt. III) sono diventati in quegli anni due cavalli di battaglia delle performances live del progetto The Man and The Journey, ed in tal caso erano perfettamente coesi ed integrati con la musica dei Pink Floyd sul palco.
Nelle performances live, quindi, gli spunti personali di ognuno divenivano dominio di tutti e quattro, definendo in maniera imprescindibile quello che sarebbe stato il loro sound negli anni a seguire.

Ho delieratamente evitato di fare considerazioni in merito all'album live, ma mi sembra piuttosto superfluo. Per quanto infatti il repertorio di quel periodo resta emozionante, chi bazzica l'ambiente dei Roio conosce perfettamente registrazioni di qualità  nettamente superiore rispetto all'unico live "ufficiale" (ahimè) risalente a quegli anni.

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Messaggioda Ybgir Ronaele » mar giu 01, 2004 12:52 pm

Ummagumma é in assoluto il primo album intero che io abbia ascoltato dei Floyd...
Lo trovo straordinario in tutti i suoi punti, in particolare trovo veramente interessante l'esperimento percussivo di Nick, The Grand Vizier's Garden Party, una suite in tre party basata esclusivamente sulla batteria, ma che non e un banale assolo.... Insomma, penso che mai nella storia la batteria sia stata considerata al modo in cui viene considerata in questo pezzo....
Impazzisco anche per Several Species Of Small Furry Animals Gathered Together In A Cave And Grooving With A Pict, un pò già  per il titolo, un pò per come é stato costruito....
Tra le due canzoni, infine, mi piace molto The Narrow Way (Part Three).
It's awfully considerate of you to think of me here

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Messaggioda Bike » mar giu 01, 2004 4:17 pm

Ybgir Ronaele ha scritto:Lo trovo straordinario in tutti i suoi punti, in particolare trovo veramente interessante l'esperimento percussivo di Nick, The Grand Vizier's Garden Party, una suite in tre party basata esclusivamente sulla batteria, ma che non e un banale assolo.... Insomma, penso che mai nella storia la batteria sia stata considerata al modo in cui viene considerata in questo pezzo....


In effetti in quanto a spunti creativi nell'ambito del progetto Ummagumma Mason è quello che si è distinto maggiormente, con il suo certosino lavoro di "collage" percussivo senza precedenti nel mondo del rock. Qualcuno mi ha fatto notare che un esperimento del genere era già  stato provato da qualcuno nell'ambito della musica minimalista degli anni '50 e '60, ma tentare un approccio del genere nel contesto di un album rock denota senz'altro coraggio.

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Re: Ummagumma

Messaggioda Bike » mar giu 01, 2004 4:28 pm

Quattro curiosità  riguardo ad Ummagumma:

1 - Il titolo. Esistono due ipotesi al riguardo: Shaffner ci indica che una antica leggenda inglese sosteneva che le paludi di Grantchester erano abitate da strani esserini mutanti (forse quelli che hanno ispirato i several species of small furry animals) che emettevano dei versi gutturali simili ad un uhmm...ghumm (tipo il Gollum di Tolkieniana memoria).
Mason e Gilmour invece pare abbiano più volte dichiarato che ummagumma non era altro che un verso onomatopeico, anche piuttosto volgarotto, per identificare l'atto sessuale, un pò come il jammin' di Marley (e dei Jamaicani in generale), o lo "gnicchi gnacchi int' a' butteglia" delle mie parti :wink:

2 - La copertina dell'album "Gigi" posta per terra di fianco a Gilmour. Nessuno ha mai saputo cosa ci faceva.

3 - La frase finale dello scoppiatissimo discorso nazista di Waters in Several Species: citazione della Hendixiana The wind cries Mary. Anche in questo caso...nessuno sa che cavolo c'azzecca.

4 - Il mistero dell'ultimo riquadro di copertina: in alcune edizioni il gioco delle proiezioni progressive dei quattro all'interno degli specchi dura all'infinito. In altre, invece, si conclude con in lontananza, minuscola, la copertina di A Saucerful of Secrets. Bah.

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Messaggioda Lucifer Sam#1 » mer giu 02, 2004 2:26 pm

Ummagumma è uno degli album dei Floyd che preferisco... i Floyd in seguito sminuirono l'album e David definì le liriche di The Narrow Way un "insieme di cazzate", o qualcosa di simile... i Floyd erano allo sbando, dopo l'abbandono di Syd... ma per me il disco è un capolavoro... Sysyphus di Richard, Grantchester Meadows di Roger Waters, The Narrow Way (musicalmente la prima vera testimonianza della grandezza di Gilmour) e ovviamente The Grand Vizier's Garden Party di Mason... 8)
Alcuni ritengono Ummagumma l'apice creativo dei Floyd... questa è avanguardia. 8)

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Messaggioda Knifemaster » mer giu 02, 2004 6:46 pm

In questo doppio album: uno live che ripercorre la carriera di Barret nei Floyd in sole 4 canzoni, il secondo uno in studio indubbiamente intenso a livello artistico ed uditivo. Ci sono quattro parti composte da ognuno di loro: l' inziale ed oscura Sysyphus composta da Wright che si improvvisa in un pezzo classico post - moderno alla Debussy...L' inquietante Several Species ecc. di Waters, la bellissima Narrow Way di Gilmour e le sperimentazioni di Mason alla batteria in The Grand Vizier's Garden Party... :-D :-D :-D

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Messaggioda Lucifer Sam#1 » gio giu 03, 2004 3:06 pm

Mi ha colpito positivamente la versione di Astronomy Domine...

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Messaggioda Bike » gio giu 03, 2004 4:23 pm

Knifemaster ha scritto:In questo doppio album: uno live che ripercorre la carriera di Barret nei Floyd in sole 4 canzoni


Knife, permettimi una minuscola ed umile rettifica ma è solo affinchè gli utenti del forum possano godere di nozioni il più precise possibili. Dei quattro brani dell'album live soltanto Astronomy Dominè appartiene realmente al periodo Barrett, due invece appartengono all'album A Saucerful of Secrets dove l'apporto di Barrett è minimo (la splendida Jugband Blues), sebbene si dica che abbia almeno partecipato alle prime sedute di registrazione di Set the Controls, infine Careful with that axe, Eugene è uno dei capostipiti del repertorio live dei Pink Floyd del dopo-Barrett, fu infatti uno dei primi brani ad essere inserito in repertorio successivamente all'ingresso di Gilmour, sebbene in una versione embrionale intitolata Murderistic Woman.

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Messaggioda Lucifer Sam#1 » gio giu 03, 2004 5:29 pm

Bike ha scritto:sebbene si dica che abbia almeno partecipato alle prime sedute di registrazione di Set the Controls

Really? :-)
Sai dirmi qualcosa in più...?
Sono curioso! :)

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Messaggioda Bike » gio giu 03, 2004 5:42 pm

Lucifer Sam#1 ha scritto:
Bike ha scritto:sebbene si dica che abbia almeno partecipato alle prime sedute di registrazione di Set the Controls

Really? :-)
Sai dirmi qualcosa in più...?
Sono curioso! :)

Lucifer Sam


Purtroppo non posso dirti molto di più di quanto già  scritto. Durante le prime sedute di registrazione di Set, a Barrett, che all'epoca era ancora compreso nella formazione a 5 come mente creativa e chitarra di supporto, furono assegnate le parti di chitarra. Nelle sedute successive Barrett si tenne sempre più in disparte e Gilmour, che doveva semplicemente sovraincidere alcune parti, finì per sostituire in toto i passaggi di Barrett che sono attualmente rilevabili solo in qualche demo dell'epoca. Per cui allo stato attuale le uniche reali partecipazioni accreditate a Barrett nell'album A Saucerful of Secrets risultano essere la già  citata Jugband Blues e i passaggi di chitarra di Remember a Day.
Ultima modifica di Bike il gio giu 03, 2004 5:50 pm, modificato 1 volta in totale.

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Messaggioda Lucifer Sam#1 » gio giu 03, 2004 5:46 pm

Mirabolante Bike! 8)

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Messaggioda Bike » gio giu 03, 2004 5:49 pm

Lucifer Sam#1 ha scritto:Mirabolante Bike! 8)

Lucifer Sam


Grazie ! :-)

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Messaggioda Knifemaster » ven giu 04, 2004 5:39 pm

Perfetta precisazione...grazie!!!! :-D

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Messaggioda Andrea » gio lug 08, 2004 8:07 pm

Ma esistono 2 versioni di Ummagumma???...una di 46 minuti e una di 1h e 55 minuti..possibbile?? :?



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Messaggioda Bike » gio lug 08, 2004 8:13 pm

Andrea ha scritto:Ma esistono 2 versioni di Ummagumma???...una di 46 minuti e una di 1h e 55 minuti..possibbile?? :?



No. E' che sono due dischi. 46 minuti sarà  la durata di uno dei due :-)