![]() |
Pink Floyd In Concerto
| LOS ANGELES E'
l'anno del muro. "The Wall" è il numero uno delle classifiche
internazionali, il fascino pauroso, il senso della prigione, l'insormontabilità
da incubo del muro, hanno attratto ancora una volta il pubblico. Il
recente concerto dei Pink Floyd all'Arena dello Sport di Los Angeles,
ai primi di febbraio, una delle rare esibizioni previste dai Floyd in
America, è stato completamente centrato sul Muro. Diversamente
dal precedente concerto dei Pink Floyd nel 1975, la Polizia di Los Angeles
ha questa volta tenuto un atteggiamento più discreto: nel 1975
si venne a creare una tensione che portò a incidenti conclusi
da cinquecento arresti e al blocco dei concerti pop all'Arena. I gruppi
a Los Angeles andavano a suonare in zone fuori dalla giurisdizione della
polizia di LA come il Forum di Inglewood (Aeroporto), l'Arena di Long
Beach, il Convention Center di Anaheim (Disneyland). Se non si sono
mosse le forze dell'ordine, hanno però avuto un po' da fare i
Vigili del Fuoco. Infatti un certo numero di fuochi artificiali che
avrebbero dovuto accogliere in scena la band hanno invece appiccato
dei piccoli incendi sopra il sipario subito soffocati. Fino all' intervento
dei pompieri, tutti hanno creduto che gli incendi fossero parte integrante
dello show. I Pink Floyd sono infatti rinomati per gli effetti teatrali,
per scenografie sfavillanti. Peccato che nell'Arena non fossero ammessi
i fotografi, poiché quello che abbiamo visto è stato uno
degli show più clamorosamemte visivi del gruppo. Anche troppo. IL CONCERTO DEL MURO Tra i brani eseguiti non ci sono più quelli di un tempo, come "Money" e "Astronomy Domine", ma lo slancio non manca. Lo spettacolo è organizzato con la stessa meticolosa cura che ci si potrebbe aspettare dagli ingegneri della NASA piuttosto che dalla solita ciurma-rock che accompagna un gruppo on the road. Il concerto si è aperto con il brano-tema dell'album "Another Brick In The Wall " cantato da Richard Wright. Dietro di lui la band mandava onde elettroniche producendo uno sfondo audio-visivo molto più vasto di una semplice canzone. Poi viene la prima sorpresa. Un gigantesco aeroplano appare in aria, si slancia contro il Muro e và in frantumi. Subito dopo, mentre la musica sembra contrarsi in uno spasmo, sopra uno schermo circolare appaiono scene sensuali ed erotiche, forse troppo avanzate per il giovanissimo pubblico presente. Intanto il diretore dello show, James Guthrie, provocava forme sonore che prendevano tutta l'estensione del muro. I Pink Floyd sembravano a questo punto essere tornati alle loro origini psichedeliche. Lo show è proseguito alla stessa velocità e intensità dell'album. La prima parte è terminata insieme con la posa dell'ultimo mattone sul Muro alto dodici metri, mentre la band al completo spariva dalla vista del pubblico. Ed ecco il secondo tempo, con la band che suona di fronte al Muro brani intensi, come "Another Brick In the Wall part.Il" condito da uno splendido assolo alla chitarra di Dave Gilmour, in piedi sul Muro. Poi, mentre la tensione sonora cresceva e sembrava lacerare l'aria, il climax è arrivato con l'improvvisa demolizione del Muro, accompagnato da un tremendo boato. Ora i Pink Floyd sono completamente visibili ed eseguono di fronte ad un pubblico sbalordito e quasi intontito, un brano con strumenti completamente acustici. Niente amplificazioni, ne microfoni, un sogno nel sogno! Il semi- suono sembra arrivare da un altro mondo. lrreale e piacevole. Lo show del gruppo inglese, come pezzo di manifattura teatrale o di arte della scena, è stato un trionfo La costruzione iniziale del muro sul palcoscenico è una trovata oltretutto pericolosa, perché distoglie il pubblico dalla parte dominante, cioè la musica. Ma non è un caso che tre dei Pink Floyd siano ex studenti di architettura. Un'altra voce critica si è levata in America contro lo show dei Pink Floyd, e per cronaca la riportiamo. Così ha detto il noto critico rock Ken Tucker: "Pochi gruppi giustificano la loro presunzione come i Pink Floyd, poichè pochi altri gruppi sono presuntuosi come loro. Questa band inglese ha sempre raccontato storie ramblin' (erranti, sconnesse) piene di simbolismo cheesy (tutto fumo e niente arrosto). All'Arena i Pink Floyd hanno superato sé stessi. Il Muro costruito sulla scena che poi esplode, palloni di gomma, razzi che passano sulla testa del pubblico, dovrebbero servire ad illustrare la parabola watery (insipida, acquosa) di Roger Water intorno ai tristi effetti della scuola, ai pericoli della celebrità rock, all'inumanità della burocrazia... ". Anche la critica inglese ufficiale, forse irritata dal grosso break commerciale dei Floyd in America, non è stata mai particolarmente tenera con la banda. Ma milioni di fans continuano imperterriti a sospingere, ogni volta che escono, gli album del gruppo in classifica. E' la durata consistente del successo dei Pink Floyd che è eccezionale in un mondo mercuriale come quello del rock. "Dark Side of The Moon " è rimasto nelle classifìca per trecento settimane, ed oggi stà risalendo ancora una volta nei primi cento. Il Muro è senz'altro il loro album più accessibile e personale. il coronamento di un decennio di sforzi. Un intero concerto basato sull'album, senza ricorrere ai vecchi successi è già di per sé una decisione coraggiosa William Donati |