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The Paper Boy

 

IS THERE ANYBODY OUT THERE?

 

Rick Wright

 

 

Sebbene non mi siano mai piaciuti gli spettacoli negli stadi (la perdita di qualità del suono, e lo stravagante controllo della folla mi infastidivano sempre), non sentivo che c'era qualcosa di fondamentalmente inopportuno nella mia relazione con il grande pubblico, così non ero entusiasta dell'idea di Roger per lo spettacolo di The Wall quando lui lo presentò per la prima volta. Sentii che costruendo un muro sul palcoscenico avrebbe escluso intenzionalmente il pubblico e questo infranse la mia concezione di quello che uno spettacolo rock essenzialmente più o meno rappresentava. Cosi i suoi progetti si svilupparono e lui presentò elementi nello show che sarebbero piaciuti direttamente al pubblico (come l'animazione di Gerald Scarfe ed il muro che crolla alla fine), le mie paure non durarono a lungo. Infatti vidi che lo show stava diventando un'esperienza visuale molto potente, così come quella musicale. È una questione storica ormai nota che la mia relazione con Roger crollò durante il periodo in cui la band stava creando l'album. C'era sempre stato uno scontro di personalità, ma apparentemente le tensioni ora divennero insormontabili. Parte di questo ricadeva su di me. Io non avevo offerto materiale per Animals, e non ne avevo alcuno da offrire per The Wall. Semplicemente non ero molto creativo durante quel periodo. Ho un enorme rispetto per Roger che lavora estremamente duro per conto proprio, ma trovo quel metodo difficile. Buona parte di Dark Side Of The Moon, per esempio, fu scritto quando noi eravamo insieme. Successivamente, sempre più composizioni furono intraprese separatamente. Dopo Animals Dave ed io facemmo un album solo e in quel intervallo Roger scrisse interamente The Wall. Ogni credito a lui, ma penso che veniva ad osservare ciò che aveva scritto nello stesso modo di un progetto solista. Era un periodo molto difficile e triste per me. Naturalmente io non volli lasciare il gruppo ma, una volta che fui buttato fuori, mi convinsi che sarebbe successo lo stesso e che Roger ed io non potevamo lavorare insieme comunque. Tuttavia volli finire le incisioni, il maggior numero delle mie parti erano già state registrate. Volli fare anche gli show come una specie di addio definitivo. Quello era difficile e non sono sicuro di come l'ho fatto. Devo aver completamente cancellato la mia rabbia e il mio malessere. Era una situazione imbarazzante per tutti noi trovarsi li, ma alla maniera Inglese, "con fermezza e insolenza"(?!?), siamo andati avanti con il lavoro. Era uno show straordinario da presentare. Nonostante tutto, mi divertii eseguendolo. La cosa che ricordo maggiormente è il sentimento veramente singolare che ottenni dal suonare senza vedere il pubblico. Suppongo che è il modo in cui i membri di un' orchestra si sentono nella buca di un teatro o di un'opera, solamente che io non ci sono abituato. Anche, quando il muro era sù, i roadies e il gruppo sul palco andavano in giro e lavoravano, mentre tu suonavi, in un modo che non potevano se fossero stati visibili al pubblico. Come qualcuno osservò, l'illusione era che noi avessimo potuto far suonare dei nastri, ritornare all'albergo poi semplicemente correre di nuovo per il bis finale. Il pubblico fu affascinato. Nessuno aveva fatto prima una cosa del genere come quella, né è stata fatta alcuna cosi da allora. Nella storia futura degli spettacoli rock, sono piuttosto sicuro che The Wall sarà distinto come uno dei più influenti ed indimenticabili.

Roger Waters
David Gilmour
Nick Mason
Gerald Scarfe
Jonathan Park
James Guthrie
Mark Fisher