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The Paper Boy

 

IS THERE ANYBODY OUT THERE?

 

Gerald Scarfe

 

 

L'idea di Roger mi piacque subito: ho lavorato abbastanza nell' opera e nel teatro, così la rappresentazione pura e semplice di quella componente teatrale mi impegnò immediatamente. La storia sembrò anche avere un senso logico. È su Roger, ma quello non mi agitò poichè una delle sue virtù è che è capace di un'interpretazione più larga. La presi come una storia su ogni uomo. Inoltre, sono vecchio abbastanza per ricordare la guerra e nel visitare quell' aspetto del passato di Roger stavo rivisitando anche una parte di me stesso. Il mio pezzo favorito di The Wall è "Goodbye Blue Sky" che è un pezzo lirico, poetico nel quale i disegni - la colomba che esplode nell'aquila tedesca che mutando cambia in una specie di comandante militare - si svilupparono moltissimo dai miei propri ricordi e sentimenti. In ogni modi considerai Roger con uno spirito di parentela. Noi sembrammo dividere lo stesso salutare, divertente cinismo. Era anche estremamente rispettoso del mio lavoro. Mi disse una volta che nel qual caso assumi un artista a lavorare per te, non gli dici cosa deve fare. Lo assumi precisamente perché approvi la sua visione e perché hai fiducia in lui. Roger mi aiutò ed appoggiò e incoraggiò, ma non fu mai in disaccordo con quello che stavo facendo. Era meraviglioso, veramente, perché lui mi lasciò libero di lavorare nel modo che preferivo. Per un pò pensai di aver cominciato con i Pink Floyd col piede sbagliato, artisticamente parlando. Inizialmente ero molto colpito da quello che avevano fatto musicalmente e cominciai a disegnare immagini molto astratte piuttosto che dettagli specifici o soggetti. Più avanti, nel tempo, compresi che quello che mi chiedevano era il disegno satirico che avevo fatto per tutto il tempo. Quando venni ad animare 'The Trial' (il primo pezzo che feci per lo show) decisi di disegnare vignette ed animare quelli, ma inciampai attraverso un altro problema. Da quel momento avevo disegnato tutti i disegni iniziali e stavo dirigendo principalmente la mia propria squadra di animatori. La difficoltà era che le persone trovarono molto duro disegnare nel mio stile: la maggior parte di loro erano stati influenzati grandemente dalla scuola d' animazione alla Tom & Jerry/Disney. Il risultato pratico era che non importava quanto feroci fossero i miei personaggi, loro generalmente concludevano con degli occhi coccoloni, o con conigli che saltavano ai loro piedi. Dopo 'The Trial' pensai che avrei provato nuovamente qualcosa di diverso: decisi di animare 'veramente' i disegni. Quello era quando i fiori crescevano. Erano disegni molto accurati, non vignette. Li immaginai crescendo, mentre facendo l' amore e lottando, e congiungemmo tutti quelli ad un altro pezzo durante il quale un muro crebbe attraverso il panorama intero. Era un progetto lungo. Qualche volta è difficile mantenere l'interesse per così molti mesi, ma in questo caso ci riuscìi. Con gli spettacoli dal vivo c'è sempre la reazione del pubblico a sorprenderti ogni notte. Ricordo l'intero periodo cosi molto divertente. Quelli erano i grandi giorni del rock 'n' roll, con tutte le bardature e, chiaramente, era impossibile non essere portate con sè. È anche molto soddisfacente essere stato coinvolto in quello che è divenuto di conseguenza un classico. Quando viaggiavo con la Disney (ero Direttore Artistico in Hercules) diedi dozzine di interviste nell'Estremo Oriente e nessuno seppe chi diavolo ero finché menzionai Pink Floyd. Poi loro strillarono con delizia, 'Ah, Plink Floyd The Warrl!'. E' ancora un fenomeno mondiale.

 

Roger Waters
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