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Quale diresti che è stato il fraintendimento più grande, su di te, Roger?

"Che sono un idiota triste! E non lo sono, mi piace ridere!".

Roger Waters non ride molto, ma in compenso sorride. Quel genere di sorriso sollevato che vedi in un insegnante quando fai la domanda giusta. A 44 anni, l'ex-bassista, cantante e tessitore di incubi cinematografici dei Pink Floyd assomiglia maggiormente ad un insegnante di ginnastica che ad una rockstar. Siamo seduti sullo stesso divano in un hotel così esclusivo che non ha neppure il nome all'ingresso; fuori sta venendo giù un acquazzone ed il metereologo dice che tenendo le mani giunte forse riusciremo ad intravedere l'estate, prima o poi. Siamo qui per parlare del suo ultimo album che parla di un rapporto a metà tra il tecnologico ed il fantascientifico. La critica ha stroncato il disco, dicendo che è odioso; Waters ne è orgoglioso. Sta addirittura organizzando uno show che porterà Radio Kaos in un grande tour intorno al mondo. Noi l'abbiamo ascoltato, naturalmente, e nonostante ci sia apparso contorto e pervaso di pessimismo, non ci è sembrato così brutto: ci ha colpito molto il fatto che appaia pieno di immagini, come se l'autore visualizzasse la canzone, prima di scriverla...

"Non è proprio cosi. Una canzone viene dal nulla. Mi capita di svegliarmi con un'impressione, la mattina, oppure qualcosa che mi viene in mente durante il giorno; è un feeling grezzo, non vuoto, anzi, e realizzo che stò per sensibilizzare la mia visuale - che è già abbastanza sensibile - e mi pare che tutto diventi sfocato, mentre una voce dentro mi fa capire che stò per scrivere una canzone. Allora mi chiudo in studio per tutto il tempo che ci vuole per concretizzare la canzone. La creazione di una cosa è quasi come un atto passivo; in quei momenti interferisco solo parzialmente se la cosa necessita di un po' di lavoro di cesello".

In un'altra vita ti piacerebbe far del cinema?

"No, non ci ho mai pensato. Mia madre me lo consigliò, una volta; mi disse che mio padre era stato molto amico di un attore famoso ai tempi dell'università".

E come mai ha scelto il Rock?! Non è facile immaginarti davanti ad uno specchio con una racchetta da tennis in mano...

"No, non ho neppure avuto il bisogno di fingere... mi sono trovato davanti ad un palco al Corn Exchange a Cambridge, ai tempi in cui c'erano delle jazz-bands; ed ho guardato il clarinettista pensando a quanto si divertiva. Io ho sempre invidiato il piacere di suonare, che è una cosa misteriosa per chi non l'ha mai fatto. Così ho provato. Comprai un clarinetto e tentai di imparare, senza riuscirci. Sono negato per star li a provare, così non sono mai divenuto uno strumentista vero. Inoltre ho sempre desiderato una Lotus "Europa": quella era il massimo delle mie aspirazioni, a quindici anni! Grazie a Dio mi è passata la voglia appena sono riuscito a fare un po' di soldi, molto tempo dopo...".

Eri tu il responsabile per la parte visiva dei Floyd?

"Sì, anche se incontravo resistenze sporadiche riguardanti le spese, perché se organizzi tutte quelle cose, finisci per non accumularne. So che David (Gilmour) incide oggi lamentandosi di come avrebbe voluto che i Floyd fossero stati semplicemente una rock'n'roll band...".Ma i Pink Floyd non lo sono mai stati. Cosi l'atteggiamento anti-tecnologico che c'è sul disco - stile "qualche deficiente ha inventato la ruota" - è una sorpresa, dato che proviene proprio da chi è sempre stato in prima fila nella moderna tecnologia della musica Pop. Oggi, parlando dei Pink Floyd come innovatori tecnologici, mi sembra di dire sciocchezze. Non c'è mai stata tanta tecnologia nelle nostre incisioni,rispetto alle diavolerie odierne solo un po' di echi ripetuti ed alcuni effetti banali, tutto qui!". Si trattava solo di un diverso procedimento di composizione, qualcosa che assomiglia al metodo che ti ho accennato prima e che colpisce l'ascoltatore con risultati differenti dagli usuali. Ma quello che importa davvero, nella musica, è il sentimento. Stiamo attraversando un periodo in cui, per colpa di qualche cretino che ha inventato la batteria sintetizzata o lo stesso synth con cui chiunque può produrre suoni seducenti, lancinanti stiamo perdendo il senso dell'espressione dei sentimenti attraverso la musica popolare. Abbiamo delle enormi stronzate tipo i Duran Duran che sembra che se la cavino quando sono vera spazzatura... oppure i New Age, musica da ascensore per yuppies, che trovo davvero sinistra. Ed i computers stanno avendo il sopravvento sui programmi radiofonici: non esiste quasi più l'elemento umano! A questo punto è necessario un cambiamento. Nessuno è più interessato al lato umano, cosi come nessuno è più interessato all'artigianato, anche se credo che saremo costretti a tornare indietro. Passeremo tutto il giorno a costruire una sedia per poi sentirci stanchi, ma soddisfatti, alla sera. È questa la grande gioia: impugnare l'attrezzo,
fare con le proprie mani una cosa. finirla ed amarla. La soddisfazione sta tutta li !

Sylvie Simmons